MIKE PATTON's MONDO CANE Prato Piazza Duomo August 31st

In 2018 Mike Patton resurrected his Mondo Cane project to perform concerts in Chile and Argentina. So successful were these South American dates that this year saw the return of Maestro Patton and huge ensemble of musicians to the country which originally inspired his "period piece love letter to Italy."

On Saturday August 31st Patton, his band of usual suspects and Camerata Città di Prato orchestra performed in the Prato Piazza Duomo to a sold out crowd. The setting and atmosphere seemed perfect, what could possibly make it a more memorable evening? Well the addition of stunning rendition of Mr. Bungle's Retrovertigo for one!


Set List

Il cielo in una stanza
Che notte!
Ore d’amore
20 km. al giorno
Quello che conta
Ore d’amor
Deep Down
Pinne, fucile ed occhiali
Scalinatella
L’uomo che non sapeva amare
Canzone
Ti offro da bere
Storia d’amore
Lontano, lontano
Yeeeeeeh!
Senza fine

Sole malato
Dio, come ti amo

Una sigaretta
Retrovertigo

Reviews / Photos



Rolling Stone
Ieri sera al Teatro Arcimboldi di Milano sono andati in scena i mille personaggi che è in grado di interpretare il divo dei Faith No More. Stavolta, in chiave musica leggera italiana

Quanti personaggi è in grado di interpretare Mike Patton? Voglio dire, non solo interpretarli ma anche di farli suoi, lasciarli convivere da qualche parte nel suo ipotalamo e all’occorrenza scatenarli. Uno alla volta oppure tutti insieme. È una domanda a cui forse neanche lui sa rispondere, ma per tenerci larghi direi “un botto”, e ogni live dei Mondo Cane ne è la dimostrazione.

Fosse nato a Los Angeles negli anni Venti, a quest’ora le sue impronte di scarpe e mani starebbero di fianco a quelle di Clint Eastwood e i grandi attori della Walk Of Fame. Fosse nato a Verona nel 1830 sarebbe un tenore risorgimentale, quelli un po’ sconosciuti che scopri grazie alle targhette sui nomi delle vie. Siccome però è nato a Eureka, California nel 1968, la scelta più ovvia per sfogare una delle voci più mostruose della storia della musica moderna, paragonabile a quelle di Freddie Mercury o Beniamino Gigli senza che nessuno si offenda, è stata di mettere su una band. E anche quella a un certo punto gli è stata stretta, così come la lingua inglese.

Da perfetto californiano si è comunque presentato sul palco degli Arcimboldi con addosso scarpe a suola piatta da skater, fibbia gigante alla cintura, camicia da ranchero messicano e doppia treccina modello Robert Trujillo classic. Anche i due percussionisti che si è portato dietro sono di «Sanfranciccio, Califoggia», dice Mike verso la fine scatenando inevitabilmente uno tsunami di risate. Ma il resto dell’ensemble, fatta eccezione del direttore dell’orchestrina, è italiano e cresciuto a suon di quei classici della musica leggera nostrana che poi le mille personalità di Patton reinterpretano e stravolgono.

Con quasi le stesse movenze spiritate di un live dei Faith No More (mai visto nessuno sputare per terra sul palco degli Arcimboldi), l’uomo dai mille volti restituisce al pubblico splendide versioni sotto farmaci dei cantanti che ascoltavano i nostri genitori: c’è il Gino Paoli sotto Modafinil de Il Cielo in una Stanza, l’Edoardo Vianello sotto Xyrem di Pinne, Fucile ed Occhiali, il Lontano, Lontano di Tenco che sembra la coda di un bellissimo trip lisergico in discesa, i Blackmen di Urlo Negro in chiave schizofrenica tipo Fantômas.

In tutto questo, nonostante sul palco ci siano mostri sacri come Roy Paci o Enrico Gabrielli, è abbastanza chiaro a tutti che la totalità dell’attenzione sia catturata dall’uomo al centro. «Come andate lì a Milano?» chiede Mike alla folla in un italiano che, nonostante una ex moglie di Bologna e due album intitolati Pranzo Oltranzista e Mondo Cane, non è ancora perfetto, per quanto miglioratissimo negli anni. «Qui sembra di stare sulla Luna. Fa un cazzo di caldo, lui ha un ventilatore [indicando il direttore dell’orchestrina] ma a me non arriva un cazzo!»

Fra le magliette dei Faith No More e dei Mr. Bungle nel pubblico si solleva sempre qualche urlo di troppo, specie nei silenzi che seguono gli applausi. Mike prontamente mette tutti al proprio posto, cioè lui come unica voce fuori dal coro, e alla fine ci si può permettere una cover mozzafiato dello standard napoletano di Scalinatella di Murolo nel silenzio più surreale possibile, con il timbro del cantante in grado di variare dallo stato solido a quello liquido in una frazione di secondo mentre, nel sottofondo, la chitarra classica incede lenta e solenne. Pelle d’oca.

Per il finale si concede, oltre a Dio, Come ti amo di Modugno, anche un «pezzo che canterò in inglese», meglio conosciuto come Retrovertigo dei Mr. Bungle. Una scelta acclamata, ma forse anche un modo per ricordare la prima band fondata nell’85, l’origine tutti i personaggi interpretati che, arrivati a oggi, meriterebbero una Mike Patton Walk Of Fame a parte.

TV Prato

Da “20 km al giorno” a “Urlo negro”, passando per “Dio, come ti amo”, “Pinne, fucile” e “Il cielo”. Nella terza serata di concerti del festival del Settembre, Mike Patton porta sul palco il progetto “Mondo Cane”: la personale rivisitazione dei grandi classici del repertorio italiano degli anni ’50 e ’60, da Gino Paoli a Luigi Tenco e Fred Bongusto. Un tuffo tra tradizione e sperimentazione, che il cantante statunitense propone al pubblico, accompagnato da una formazione orchestrale composta da 30 musicisti. Tra loro, anche elementi della Camerata Strumentale Città di Prato, che seguiranno lo storico leader dei Faith No More anche il prossimo 2 settembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano, data già sold out.


Quello di Patton è un ritorno attesa: l’artista statunitense mancava dall’Italia da 9 anni e in molti hanno deciso di non perdere l’appuntamento pratese: su oltre 3mila biglietti venduti, circa 1500 sono stati acquistati all’estero. Domani sarà la volta di due gruppi: Flaming Lips e Eels, band icone dell’alternative rock americano. Appuntamento alle 21 su Tv Prato con Settembre in Diretta.






Front Row 
Mike Patton torna in Italia dopo 9 anni con il suo progetto Mondo Cane

Dopo Gazzelle e Salmo ecco la prima data internazionale del settembre Prato.
Finalmente l’attesa è torna in Italia dopo 9 anni ,MONDO CANE, il progetto tutto italiano di Mike Patton.
Mike Patton, storico leader dei Faith No More e Mr Bungle, è decisamente innamorato del nostro paese: Mondo Cane è la sua rivisitazione personale dei grandi successi della musica italiana, il suo personalissimo tributo ai mostri sacri della musica d’autore del secolo scorso.

Brani come ‘Il Cielo In Una Stanza’, ’20 Km Al Giorno’ e ‘L’Uomo Che Non Sapeva Amare’ sono solo alcune fra le varie chicche che Patton e la sua band ci regaleranno in un questo imperdibile show che sarà accompagnato da un’orchestra.
La prova vocale di Patton, trova ragion d’essere nella reinterpretazione di un’epoca e di un modo appassionato di interpretare le canzoni e tocca i suoi vertici nella struggente “Quello Che Conta” e nella scatenata “Urlo Negro”: due facce di una stessa medaglia che vi sembrerà di conoscere e che vi emozionerà riscoprire in una veste familiare eppure nuova, antica ed al tempo stesso assolutamente originale.

L’Orchestra che accompagnerà Mike Patton sarà la Camerata Strumentale «Città di Prato», insieme a lui sul palco anche alcuni dei migliori musicisti italiani.




Pratosfera
Un Mondo Cane tutto italiano, un folle californiano e le nostre origini musicali

Quello a cui abbiamo assistito ieri sera in Piazza del Duomo, per la quarta delle serate del Settembre – Prato è spettacolo annata 2019 non è stato un semplice concerto. E’ stato una sorta di rituale collettivo in cui il rock, un certo rock lontano dal mainstream, ci ha riportato alle radici. Alle nostre radici, che non sono quelle del blues o degli spiritual: le nostre radici sono Luigi Tenco, Fred Buscaglione, Gianni Morandi, Adriano Celentano. E il fatto che sia un americano (anomalo, per carità, un californiano eclettico e, in quanto tale, innamorato perso dell’Italia) a ricordarcelo e a sbattercelo in faccia con uno spettacolo impeccabile quanto sontuoso nella realizzazione, è cosa singolare, rara e bellissima.

Mike Patton, leader dei Faith No More e di un’altra decina di progetti, s’inventò Mondo Cane una decina d’anni fa, con un tour in Italia in cui dichiarava il suo amore per la musica italiana dei sessanta. Questo progetto mancava dalle scene da molti anni: è stato voluto e rincorso dagli organizzatori di Fonderia Cultart per diversi anni. Quella di ieri sera è stata una serata che ha sancito la vittoria di una scommessa culturale. Perché quello di ieri sera è stato, senza ombra di dubbio, qualcosa di unico. 

Ieri sera in Piazza Duomo c’erano persone da tutta Europa. Degli oltre tremila, quasi mille sono stati venduti fuori dalla regione, e tantissimi fuori dall’Italia. E’ la prima volta che un concerto del Settembre ha questo tipo di risposta, assolutamente internazionale. E non con una star del pop più mainstream, ma con un mostro sacro del rock degli anni 90 che in un progetto certosino quanto folle resuscita lo spirito di una musica di casa nostra che nessun italiano è riuscito a resuscitare. Almeno non in questo modo.

Mondo Cane non è un esperimento sociale, né nostalgico: Patton, californiano classe 1968, gli anni del boom economico e delle rotonde sul mare non li ha certo vissuti. Il suo amore è per un modo di scrivere musica e soprattutto di arrangiarla, unica nel mondo. L’uso dell’orchestra, il gusto di mescolare il pop col jazz, Morricone, le colonne sonore, insomma, quel mondo lì. Un mondo musicale tutto italiano, degno di una rilettura nemmeno tanto distante dall’originale: il lavoro è sull’enfatizzazione di quella che era una musica tutto sommato orecchiabile ma difficile. Un plauso all’orchestra, quasi tutta italiana, che ha eseguito il tutto con gusto e precisione. Un team di eccellenze, anche qui.

Qualche nome: Enrico Gabrielli (Calibro 35, Afterhours, responsabile di molti degli arrangiamenti di ieri sera), Vincenzo Vasi (l’uomo del theremin, quello che sta dietro alle scelte musicali di Vinicio Capossela), il figlio di Alessandroni (uno che quel mondo l’ha vissuto da dentro, visto che suo padre compositore e arrangiatore di molte colonne sonore e di molto pop, oltre ad essere il fischio ufficiale dei western di Sergio Leone) e i violini della Camerata Strumentale Città di Prato, autentica eccellenza locale che benissimo si è inserita in questo contesto. E poi, lui. Uno che con la voce fa quel che vuole. Uno che ha le corde vocali di titanio. Capace di sperimentazioni alla Stratos, di sussurri e grida da un’ottava all’altra. Un virtuoso dello strumento vocale. La dizione perfetta dell’italiano, con qualche inflessione alla Mal (tanto cara al gusto italico dell’epoca) ha reso il tutto ancora più perfetto, se possibile.  La scaletta andava dal Cielo in una stanza a Scalinatella, da Lontano lontano al Celentano d’autore di Storia d’amore, da Modugno a Don Backy, da un Gianni Morandi non scontatissimo (Ti offro da bere) alla sigaretta di Buscaglione. Ma i pezzi da autentico brivido sono stati “L’urlo negro”, pezzo semisconosciuto dei Blackmen, per l’intro di puro rumorismo futurista e per l’esplosione nucleare del ritornello (“Non farti più vedere da me”) e quella “Yeeeeeeeeh” di Mal dei Primitives, pezzo che ha permesso a Patton continue variazioni di dinamica, dal sussurro alle grida, dimostrando tutte le potenzialità di una canzone che all’epoca era solo considerato un pezzettino da juke-box.  


Il finale, poi, ha fatto scendere qualche lacrima a chi segue Patton in tutti i suoi progetti. Che io sappia, la prima volta che un pezzo dei Mr. Bungle (Retrovertigo) viene eseguito in un contesto orchestrale. E mai bene come ieri sera.






Piuo Meno Pop
Mike Patton e il suo progetto Mondo Cane ci fanno rivivere in chiave orchestrata i grandi classici della canzone italiana anni 50 e 60 – Le foto di Settembre | Prato è Spettacolo

Finalmente l’attesa è finita. MONDO CANE, il progetto tutto italiano di MIKE PATTON, torna in Italia dopo 9 anni in occasione di Settembre|Prato è Spettacolo, il Festival organizzato da Fonderia Cultart in collaborazione con il Comune di Prato e la Regione Toscana.

Mike Patton, storico leader dei Faith No More e Mr Bungle, è decisamente innamorato del nostro paese: Mondo Cane è la sua rivisitazione personale dei grandi successi della musica italiana, il suo personalissimo tributo ai mostri sacri della musica d’autore del secolo scorso. Brani come ‘Il Cielo In Una Stanza’, ’20 Km Al Giorno’ e ‘L’Uomo Che Non Sapeva Amare’ sono solo alcune fra le varie chicche che Patton e la sua band ci regaleranno in un questo imperdibile show che sarà accompagnato da un’orchestra. Sarà un viaggio nel tempo, caratterizzato dal tocco sperimentale e gangsta del singer californiano più amato e seguito degli ultimi vent’anni, che oggi sfida i nostri grandi classici: da Gino Paoli, a Luigi Tenco, passando per Fred Buscaglione e Fred Bongusto.


Mondo Cane è il progetto dell’eclettico Mike Patton, una delle voci più versatili del panorama rock mondiale frontman dei Faith no More e Mr.Bungle e che vanta collaborazioni con Bjork, Jhon Zorn, Burt Bacharach, solo per citarne alcuni.  Alla base di Mondo cane c’è la passione per l’Italia e le canzoni italiane degli anni ’50 e ’60. Il debutto è avvenuto più di 10 anni fa proprio nel nostro paese e da oltre 10 anni gira il mondo. Al progetto live arriva nel 2010 anche l’album interamente suonato da musicisti italiani. Il merito principale di Patton è quello di rimanere perfettamente in equilibrio tra la sperimentazione vocale che lo ha sempre contraddistinto e sonorità che sembra impossibile non arrivino proprio dagli anni Sessanta, in senso letterale, un equilibrio tra ricerca e cultura popolare. Merito anche dell’accompagnamento dell’orchestra e dal personale contributo di alcuni altri musicisti superlativi che vanno ad inserirsi perfettamente nell’operazione. La prova vocale di Patton, trova ragion d’essere nella reinterpretazione di un’epoca e di un modo appassionato di interpretare le canzoni e tocca i suoi vertici nella struggente “Quello Che Conta” e nella scatenata “Urlo Negro”: due facce di una stessa medaglia che vi sembrerà di conoscere eche vi emozionerà riscoprire in una veste familiare eppure nuova, antica ed al tempo stesso assolutamente originale.






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Settembre // Prato è Spettacolo
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Luca Passerotti





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